PROGETTO

Susy Costanzo – Diamo vite all’Africa

Il progetto

Descrizione

ADOTTA LA TERAPIA ANTIRETROVIRALE PER UNA DONNA AFRICANA

Località

Zimbabwe; Provincia del Mashonaland East. Distretto di Mutoko .

Beneficiari

Le donne che afferiscono all’antenatal Clinic e  le donne che partoriscono presso il reparto ostetrico, dell’Ospedale Missionario “Luisa Guidotti”, Mutoko, Zimbabwe.

Sommario

Il presente progetto è finalizzato alla raccolta di fondi necessari alla terapia antiretrovirale per le donne con infezione da HIV inserite nel protocollo di prevenzione della trasmissione materno infantile del virus HIV (PMTCT), presso l’Ospedale “Luisa Guidotti” in Zimbabwe. Oltre alla terapia antiretrovirale il progetto si propone di fornire all’ospedale i farmaci per il trattamento delle infezioni opportunistiche e gli integratori (vitamine, ferro, etc.)

La terapia antiretrovirale garantisce la sopravvivenza a lungo termine delle persone trattate, e l’offerta della terapia migliora l’efficacia del programma stesso in termini di prevenzione della trasmissione materno infantile.

Il programma, attraverso una campagna di sensibilizzazione e informazione sugli scopi e benefici delle terapie e monitoraggio dei risultati ottenuti, prevede il reperimento di fondi utilizzando il meccanismo dell’adozione a distanza allo scopo di garantire sostenibilità e continuità alle terapie

Introduzione

Meno di dieci anni fa, quando l’unica classe di farmaci antiretrovirali (ARV) non era in grado di inibire adeguatamente la replicazione del virus HIV, la vita delle persone con HIV/AIDS, ovunque nel mondo, seguiva una immutabile storia naturale: graduale distruzione del sistema immunitario, inizio della profilassi per prevenire le infezioni opportunistiche; periodi di benessere alternati a periodi di malattia, fino all’inesorabile declino e morte del paziente.

A partire dal 1996, l’avvento di nuovi tipi di farmaci antiretrovirali e il loro uso in differenti combinazioni ha allungato la sopravvivenza delle persone con l’infezione da HIV. Sebbene queste terapie non rappresentino una cura, hanno comunque notevolmente migliorato i tassi di mortalità e morbilità oltre che la qualità di vita delle persone che vivono con HIV/AIDS.

Al momento attuale, oltre 36 milioni di persone che vivono in paesi in via di sviluppo non hanno la possibilità di condividere questi progressi. L’organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha calcolato che in atto, oltre 6 milioni di persone necessita immediatamente di terapia antiretrovirale. Per tale motivo già nel 2000 la UNGASS (United Nations General Assembly Special Session on HIV/AIDS), mobilitando quella che è stata chiamata “grande alleanza globale”, ha espresso la necessità che il mondo occidentale avverta la pressione morale, sociale, politica ed economica per far si che le terapie antiretrovirali vengano rese disponibili a tutti e in qualsiasi parte del mondo.

Seguendo questo principio l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel 2002 ha pubblicato delle linee guida per le terapie ARV nei paesi in via di sviluppo che, pur necessitando di continui aggiornamenti, rappresentano il primo punto di riferimento per il trattamento dei pazienti con HIV/AIDS, nei paesi poveri (Scaling up antiretroviral therapy in resource-limited settings: Guidlines for a public health approch; WHO Aprile 2002).

Il centro di riferimento “Luisa Guidotti” Hospital – Mutoko (Zimbabwe) a cui il presente progetto fa riferimento è il primo servizio sanitario in Zimbabwe ad aver avviato un programma di Terapia Antiretrovirale Altamente Efficace (HAART) ed un programma PMTCT (preventing mother-to-child transmission (MTCT) of HIV, applicando i protocolli dell’OMS.

Background

Secondo i dati forniti da UNAIDS (United Nations Programme on HIV/AIDS, report 2006) attualmente in  Zimbabwe le persone con infezione da HIV sono oltre 2.3 milioni su un totale di 12 milioni . E’ stato calcolato che circa il 34% degli adulti sessualmente attivi, con una età compresa fra i 15 e i 49 anni è attualmente infettato e che circa 600.000 persone hanno attualmente sviluppato la sindrome da immunodeficienza acquisita. Oltre 3800 persone muoiono ogni settimana a causa della malattia che è cosi salita al primo posto fra le cause di morte nel paese. Circa il 70% dei posti letto negli ospedali è occupato da pazienti con AIDS. L’aspettativa di vita è crollata a 43 anni (35 adesso, secondo le ultime statistiche), mentre la mortalità infantile è più che raddoppiata, 130 morti per 1000 nati vivi.

La crescente emergenza dovuta all’epidemia di HIV/AIDS è esplosa in un momento in cui il paese sta attraversando una delle più gravi crisi politiche ed economiche della sua storia, con un sistema sanitario assolutamente inadeguato ad affrontare l’emergenza. Sebbene il Governo dello Zimbabwe abbia risposto positivamente dichiarando l’epidemia emergenza nazionale e creando un comitato nazionale di emergenza, le maggiori istituzioni finanziare internazionali, per motivi di tipo politico, hanno interrotto le relazioni con esso facendo venir meno il supporto finanziario necessario.

In questo quadro di estrema gravità opera l’Ospedale “Luisa Guidotti”, Ospedale Missionario Italiano che dipende sia dal Ministero della Salute dello Zimbabwe, che dalla Arcidiocesi locale. L’Ospedale, situato a Mutoko, Distretto del Mashonaland East (Zimbabwe) con un’area di afferenza sanitaria di 1,4 milioni di persone, diretto dalla Dott.ssa Maria Elena Pesaresi ha iniziato il primo Progetto di Terapia HAART no-profit di tutto lo Zimbabwe.

Si tratta di un Progetto Sanitario che fornisce ai malati di Aids una Terapia a tre farmaci (nevirapina/lamivudina/stavudina) utilizzando farmaci cosiddetti originatori e in caso di intolleranza farmaci sostitutivi (quali, efavirenz, didanosina, lopinavir/ritonavir) con un costo medio di 150 dollari USA al mese per paziente

Nel corso dei primi 4 anni di conduzione del programma sono stati messi in trattamento circa 1500 pazienti, di cui circa 300 bambini entro i 10 anni, con sostanziale recupero dello stato di salute della maggior parte di essi.

Al momento sono in trattamento

Ai pazienti è stato inoltre fornito un forte supporto psico-sociale per affrontare e risolvere i problemi legati all’emarginazione sociale e familiare dovuta alla condizione di sieropositività. L’emarginazione e lo stigma, come dimostrato da numerosi recenti studi, sono il principale problema delle persone che vivono con l’AIDS. Per tale supporto sono stati formati due counselor, gli infermieri dell’ospedale che si occupano del trattamento delle persone affette dall’infezione da HIV e gli infermieri, affetti dall’infezione da HIV.

Attualmente, oltre 300 pazienti sono in lista di attesa e fra questi, le donne in gravidanza che seguono il programma di prevenzione della trasmissione materno infantile da HIV (PMTCT) presso lo stesso centro. Per queste donne in particolare l’inserimento negli schemi terapeutici è da considerare prioritario.

Le attuali risorse finanziarie non permettono di ampliare ulteriormente il programma poiché ogni trattamento deve essere continuato per tutta la vita.

Scopo del presente progetto è quello di sostenere il programma dell’Ospedale “Guidotti” tramite una raccolta fondi utilizzando il meccanismo dell’adozione a distanza dei pazienti con infezione da HIV. L’utilizzo delle adozioni a distanza è una strategia già utilizzata per altre forme di solidarietà, ma innovativa per la raccolta fondi dei programmi HIV/AIDS correlati.

Obiettivi e strategia di intervento

Obiettivo generale

Contribuire a migliorare la qualità di vita, lo stato di salute e ridurre la mortalità delle persone affette da HIV/AIDS in Zimbabwe.

Obiettivi specifici

a) Aumentare il livello di sensibilizzazione alle problematiche legate alle terapie  per le persone che vivono con HIV/AIDS nei paesi in via di sviluppo in generale e in Zimbabwe in particolare.

b) Avviare una campagna di raccolta fondi sostenibile per il programma sanitario dell’Ospedale”Luisa Guidotti” (Zimbabwe) utilizzando il meccanismo delle adozioni a distanza

c) Studiare l’efficacia dell’applicazione del meccanismo di adozione a distanza per le terapie antiretrovirali e studiare nuove strategie di supporto ai programmi sanitari per i soggetti affetti da HIV/AIDS in Zimbabwe.

Attività

Attività correlate all’obiettivo specifico a

  1. Organizzare conferenze e dibattiti con il coinvolgimento delle autorità politiche,  rappresentanti delle associazioni e organizzazioni profit e non profit e rappresentanti della società civile.
  2. Organizzare interventi nelle principali scuole secondarie sulle tematiche HIV/AIDS e trattamento

Attività correlate all’obiettivo specifico b

  1. Concordare con l’ente beneficiario della campagna le modalità di invio e gestione fondi e le modalità di raccolta e invio dati per fornire un feedback ai donatori sullo stato di salute dei pazienti adottati.
  2. Avviare una campagna di raccolta fondi proponendo ai possibili donatori un meccanismo di adozione a distanza per i pazienti (donne gravide) con AIDS afferenti all’Ospedale “Guidotti” in Zimbabwe.
  3. Organizzare conferenze e dibattiti con il coinvolgimento delle autorità politiche,  rappresentanti delle associazioni e organizzazioni profit e non profit e rappresentanti della società civile per dare un feedback sui risultati della campagna.

Attività correlate all’obiettivo specifico c

  1. Raccogliere e analizzare ogni sei mesi i risultati ottenuti dalla campagna.
  2. Produrre e diffondere i risultati ottenuti
  3. Studiare nuove strategie di supporto ai programmi sanitari per persone con HIV/AIDS in Zimbabwe

Risultati attesi e rischi

Risultati attesi

Risultati attesi in relazione all’obiettivo specifico a

Aumentato livello di sensibilizzazione alle problematiche legate alle terapie  per le persone che vivono con HIV/AIDS nei paesi in via di sviluppo in generale e in Zimbabwe in particolare.

Raccolta fondi sostenibile per il programma sanitario dell’Ospedale Luisa Guidotti (Zimbabwe) utilizzando il meccanismo delle adozioni a distanza avviata

Efficacia della strategia del meccanismo di adozione a distanza per le terapie antiretrovirali e studio di nuove sistemi di supporto ai programmi sanitari per i soggetti con HIV/AIDS in Zimbabwe.

Indicatori

Indicatori correlati all’obiettivo specifico a

Numero di conferenze e dibattiti organizzati per anno

Numero di interventi nelle principali scuole secondarie organizzati per anno

Indicatori correlati all’obiettivo specifico b

Protocollo d’accordo con l’Ospedale Luisa Guidotti.

Fondi raccolti per anno

Numero di pazienti adottati per anno

Numero di conferenze feedback organizzate per anno

Attività correlate all’obiettivo specifico c

Analisi dei risultati ottenuti

Numero e tipo di strategie di supporto pianificate

Sostenibilità e continuità

La sostenibilità è garantita dall’affidabilità e dall’efficienza della struttura sanitaria di riferimento (ospedale Missionario “Luisa Guidotti” e dai numerosi partner e collaborazioni che la sostengono (vedi appendice 1), oltre che dalle politiche sanitarie dello Zimbabwe che ha dichiarato il problema HIV/AIDS emergenza nazionale. Pur essendo un ospedale missionario, infatti, l’Ospedale “Guidotti” è, come tutte le strutture sanitarie del paese, soggetto a controllo e supervisione da parte del locale ministero della sanità.

Capacità dell’Ente proponente di garantire fondi per l’acquisto dei farmaci.

Rischi

Data la caratteristica delle terapie antiretrovirali che è quella di essere una terapia a vita, la mancanza di continuità nell’approvvigionamento di fondi costituisce il maggior rischio. Il meccanismo delle adozioni a distanza, la solidità dell’Ospedale Guidotti e i costi sempre più bassi delle terapie costituiscono le principali soluzioni al rischio suddetto.

Appendice

Elenco di collaboratori e donor dell’Ospedale Guidotti

Fondazione Roberto Bazzoni – Onlus. Ha iniziato ad operare nel settore sanitario in Zimbabwe all’inizio del 2002 in appoggio ai Progetti sanitari del Luisa Guidotti Hospital.

Al momento sostiene, da sola, il Programma HAART del Luisa Guidotti Hospital.

Ambasciata d’Italia. L’Ambasciatore d’Italia e il Coordinatore Sanitario della Cooperazione facilitano il coordinamento con altre realtà di cooperazione sanitaria italiane, internazionali e locali.

Università Californiana di Stanford. Ha iniziato un progetto di ricerca applicata per la semplificazione dei criteri diagnostici e prognostici e per la resistenza virale.

Università dello Zimbabwe e “Medicine Control Authority” dello Zimbabwe. Hanno inviato Ricercatori e Officers e mantengono il loro appoggio anche per risolvere problemi burocratici necessari per far proseguire il Progetto.

Scuola di Specializzazione di Malattie Infettive dell’Università di Catania. Ha stipulato un accordo di collaborazione per lo scambio di personale  e per fornire training al personale locale.

L’ Azienda Ospedaliera “V. Emanuele-Ferrarotto-S. Bambino”. Ha stipulato un accordo di collaborazione per lo scambio di personale  e per fornire training al personale locale.

I Gruppi d’Appoggio Italiani del Dr. Spagnolli e della Dr. Pesaresi, medici al Luisa Guidotti. I gruppi riforniscono costantemente da anni l’Ospedale con attrezzature, alimenti, medicinali, materiale d’uso attraverso la spedizione regolare di containers dal Trentino

Bibliografia

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  2. Scaling Up Antiretroviral therapy in resource – limited settings. Guidelines WHO April 2002.
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Responsabile del Progetto:
Dr Arturo Montineri, Coordinatore “Progetto Africa” LILA-Catania”, Dirigente medico II Livello di Malattie Infettive, Presidio Ospedaliero Ferrarotto Catania.

Supervisione scientifica:
Unità Operativa di Malattie Infettive, Azienda Ospedaliera “V.Emanuele.Ferrarotto-S.Bambino”, diretta dal Dr F. Fatuzzo.