Note dall’Angola – 9 Agosto 2019. Il Cunene e l’ospedale di Chiulo

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Il Cunene, la provincia più a sud dell’Angola, ha una popolazione di 965.288 abitanti (dati del 2014) che a differenza della maggior parte della popolazione dell’Angola, non è di origine Bantu.

Nei libri di geografia e nelle guide si legge che  i paesaggi del Cunene sono caratterizzati da boschi, savane e steppe. Che i fiumi più importanti di questa provincia sono il fiume Cunene, il fiume Kuvelai e il fiume Kalonga. Si legge anche che la Riserva Naturale Mupa fu istituita come riserva nel 1964 per proteggere il declino della fauna locale e che questa riserva possiede una grande varietà di animali: giraffe, iene, leopardi, gung, rinoceronti, ippopotami, zebre, elefanti, struzzi, leoni, palancas rossi, aironi, olonghi e impala. Si può trovare che le cascate di Ruacana e le Black Mount Falls al confine con la Namibia, ci deliziano con la loro bellezza. Infine che si ritiene che il più grande albero di baobab in Africa si trovi nel comune di Omdadja, a Péu-Péu.

Dopo anni di siccità e dopo 15 mesi senza pioggia, il Cunene, un grande altipiano, si presenta come una grande pianura sabbiosa, secca, arida e desertificata con persone e animali allo sfinimento.

La siccità  è ormai emergenza e le popolazioni locali sono allo stremo, prive di fonti di acqua per se stesse e per il bestiame, e ovviamente a soffrirne di più sono gli anziani e i bambini.

Nei villaggi è in corso la vera emergenza umanitaria: raccolti di grano andati persi, donne e bambini gravemente malnutriti, uomini costretti ad abbandonare i villaggi per andare in cerca di acqua e foraggio per il bestiame a Nord.

L’emergenza è appena incominciata e se la prossima stagione delle piogge non pioverà si avranno pesanti conseguenze per una popolazione già in crisi nutrizionale; bisogna agire con urgenza per prevenire i disastri che potrebbero sopraggiungere.

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L’ospedale di Chiulo, meta del mio viaggio si trova a 90 minuti di macchina dall’aeroporto di Ondjiva (il capoluogo del Cunene). L’ospedale sorge su un area semidesertica, anche qui quest’anno la stagione delle piogge è praticamente saltata. L’ospedale di Chiulo da diversi mesi è senza acqua corrente e come tutto il distretto non è raggiunto dalla rete elettrica, con ripercussioni molto gravi sul livello di igiene e sulla qualità delle cure. Ciononostante, l’ospedale ogni anno effettua circa 5000 ricoveri, circa 1.250 parti e circa 22.000 visite ambulatoriali.

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L’ospedale  è fornito di 234 posti letto e di reparto donne, reparto uomini, pediatria, maternità, reparto TB, sala parto, laboratorio, consulta esterna adulti e pediadrica, e farmacia.

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CUAMM-Medici con l’Africa è presente nell’ospedale di Chiulo dal 2000, affiancando medici italiani (negli anni pediatri, internisti , chirurghi, ginecologi e anestesisti) a medici angolani per aiutare e garantire l’assistenza ai bambini, agli adulti e alle persone ricoverate, a effettuare interventi per la prevenzione e la cura dell’HIV/AIDS, a dare supporto nutrizionale ai bambini  malnutriti, a porre l’attenzione all’assistenza delle donne in gravidanza ed a organizare la formazione di personale.

Da un paio di anni ha organizzato la Casa de Espera che consente alle donne alle soglie del parto di stare vicino all’ospedale.

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Al momento il Team del Cuamm è formato da Carlo Caresia, capo area, Mario Milò, amministatore, Simona Richichi,pediatra, Marina De Candia, internista, Filippo Pistolesi, pediatra, e Laura Biasi volontaria.

 

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