Note dall’Angola – 6 Agosto 2019. OIKONOMOS/ Una Protesta Delicata: mostra fotografica di Edson Chagas

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OIKONOMOS/ Una Protesta Delicata. Nella continua espansione del consumismo di massa, può essere difficile fare attenzione ai cicli di trasformazione e ai viaggi dei materiali che passano quotidianamente tra le nostre mani. In Occidente, addirittura, non si riconosce quanto la cultura del consumo influenzi, condizioni e addirittura si imponga sul resto del mondo.

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L’artista angolano Edson Chagas conosce fin troppo bene i terribili effetti della nostra società capitalista. In risposta al flusso apparentemente inarrestabile di materiale straniero che finisce nel suo paese, mentre i mass media straparlano di crisi economiche, Chagas dice che “ha avuto voglia di coprirsi la testa con borse di plastica per dimenticare tutto”.

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Sebbene il background di Chagas sia quello del fotogiornalismo, il suo lavoro ha trasceso i suoi confini e si è spinto oltre fino al regno delle belle arti della fotografia concettuale.

In quanto artista, anziché rispondere al problema attraverso uno sforzo documentale, Chagas ha adottatoa un approccio espressivo personale.

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Nella sua serie di foto Oikonomos, Chagas produce autoritratti de-personificati: in ogni immagine, ha coperto la testa con una borsa di plastica, rendendosi incapace di vedere e impedendoci di vederlo. Letteralmente soffocandosi con gli scarti della società occidentale, Chagas ci accompagna in un viaggio evocativo e introspettivo nel cuore della sua madrepatria, rappresentando non solo il consumatore cieco e anonimo consumato dal consumismo, ma anche gli effetti che la globalizzazione ha avuto sull’Africa nel suo insieme.

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Ogni borsa della serie ha simboli e loghi che sono estranei all’Angola, forse la più toccante è un’etichetta che dichiara l’America come la Terra della Speranza.

Queste tracce straniere di ideali e terre, o, per così dire, “detriti della cultura popolare“, sono diventati i sogni irrealizzabili e i conglomerati controllati che, pur non avendo alcuna importanza per Chagas e per il popolo dell’Angola, stanno invadindo tutto.

Concentrandosi sulle borse della spesa – i rifiuti usa e getta che supportano una cultura del consumo che non aggiunge valore – Chagas comunica chiaramente la natura della sua protesta contro l’influenza dell’Occidente sul resto del mondo. Solleva la questione se l’Angola – una delle economie in più rapida crescita nel mondo – abbia davvero bisogno di “aiuto da quegli altri paesi”.

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Attraverso questa delicata serie di autoritratti, che rivela le crude realtà del nostro pianeta sempre più corporativo, Chagas ci da un avvertimento semplice ma sorprendente: ogni decisione che prendiamo ha il suo effetto altrove sul pianeta.

Usando la fotografia come mezzo per comunicare la sua frustrazione al mondo occidentale, proietta la sua prospettiva di partecipante avverso a questo consumo di massa.

Con Oikonomos/Una Protesta Delicata, Chagas ci  ricorda che anche le persone tranquille hanno qualcosa da dire.

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Edson Chagas è nato a Luanda, in Angola, nel 1977. Dopo la laurea in fotogiornalismo al London College of Communication, ha studiato fotografia documentaria all’Università del Galles, Newport. Nel 2015, ritorna a vivere a Luanda e lavora come editor di immagini per Expansão, un giornale angolano.

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In seguito ha iniziato a lavorare come fotoreporter artistico, raggiungendo la notorietà internazionale con opere che esplorano “la città e il consumismo”.

Nella sua serie di foto “Found Not Taken”, l’artista ricolloca oggetti abbandonati altrove all’interno delle città. In un’altra serie usa le maschere africane come trofeo per comprendere e spiegare il consumismo a Luanda, sua città natale.

Nella sua carriera, Chagas ha esposto al Museum of Modern Art (MOMA) e al Brooklyn Museum.

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Nel 2013, Chagas ha rappresentato l’Angola, al suo primo padiglione nazionale, alla Biennale di Venezia. L’allestimento, prevalentemente collocato sul pavimento, mostrava fotografie di oggetti abbandonati, a misura di poster, che ben facevano risaltare l’architettura alterata della capitale angolana, Luanda. Il New York Times definì il padiglione la “stella di successo” della Biennale.

Quell’anno, Chagas vinse il premio più importante della biennale, il Leone d’oro per il miglior padiglione nazionale. La giuria elogiò la capacità di Chagas di mostrare la “inconciliabilità e complessità della città”.

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