Note dall’Angola – 19 Maggio. Il programma dei Salesiani per i ragazzi di strada di Luanda

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Sabato scorso ho visitato, insieme a Lucia e Martina, due cooperanti rispettivamente UMMI e Educatori senza Frontiere,  la casa “Miguel Megoni*”. Questa struttura, che si trova in uno dei quartieri più popolari e più poveri di Luanda il “Bairro Mota” nel Municipio di Sambizanga, è parte di un progetto più complesso rivolto ai ragazzi di stada che i Padri Salesiani portano avanti da più di 20 anni.

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“…..Oggi a Luanda, i ragazzi che vivono in strada sono soprattutto i figli della povertà: famiglie sfasciate, secondi mariti o seconde mogli che non ne vogliono sapere dei figli nati dal primo matrimonio e che quindi li maltrattano, famiglie che non riescono a mantenere tutti, bambini accusati di essere feticeiros, stregoni, fonte di ogni sfortuna del nucleo familiare e che quindi sono sottoposti a riti violenti oppure direttamente messi alla porta……”. (Stefania Mascetti, Internazionale, 2019).

Ci fa da guida Riccardo, amministratore della Missione Don Bosco a Luanda. Ci racconta che il progetto rivolto ai ragazzi di strada prevede l’intervento di outreach  (tutte le notti gli educatori incontrano i ragazzi in strada), la prima accoglienza, casa “Miguel Megoni” (accoglie 30 ragazzi circa) e la seconda accoglienza, casa “Margherita” (accoglie altri 30 ragazzi) nel “Bairro Lixeria”. Nella prima accoglienza i ragazzi vengono accolti e nella seconda vengono preparati ad affrontare la vita da adulti.

Fra le finalità del programma, anche quella di cercare i genitori o le famiglie dei ragazzi per tentare, insieme al governo, il reinserimento.

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A casa “Megoni” ci accoglie Jessica, una dei 34 educatori coinvolti nel progetto. La casa pur non essendo grande, si presenta confortevole, colorata e pulita, e i ragazzi, che ci accolgono coldialmente, sembrano a loro agio.

Jessica ci informa che il sabato è la giornata dedicata alle pulizie. I ragazzi, infatti, sono impegnati nella pulizia personale, dei vestiti e delle scarpe e della casa, alcuni stanno pulendo i bagni, altri la cucina, il cortile e le camere.

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Conosciamo la signora Maddalena, che sta preparando il pranzo e alcuni ragazzi che ci portano a vedere le camere dormitorio.

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Finite le pulizie alcuni ragazzi vanno nell’aula studio, altri invece preferiscono rilassarsi giocando a biliardino.

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A 14 anni dovranno lasciare il centro, che potranno continuare a frequentare ma solo di giorno.

A tutti loro, buona fortuna.

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Se volete sapere di più sulla presenza dei Salesiani in Angola e sui ragazzi di strada vi propongo le seguenti letture:

https://news.missionidonbosco.org/i-giovani-la-vera-ricchezza-dellangola

https://www.agi.it/dalla-redazione/angola_salesiani_in_6_anni_via_da_strada_centinaia_di_bambini-331225/news/2012-11-15/

https://www.internazionale.it/reportage/stefania-mascetti/2019/01/25/bambini-poverta-luanda

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*Un pomeriggio dell’autunno 1857, alla stazione di Carmagnola, Don Bosco incontrò un ragazzino di strada, Miguel Magone; durante un breve ma molto significativo dialogo, Don Bosco sentì qualcosa di speciale per il piccolo a cui diede un medaglione da consegnare al Vice Pastore don Ariccio per scrivere una relazione sul ragazzo perché potesse essere accettato a Torino. Dal suo arrivo a Torino, Miguel fu moto vicino a Don Bosco com il suo enorme desiderio di studiare e com l’aspirazione di essere un giorno prete. Purtroppo il 19 gennaio 1859, iniziò ad avere problemi di salute, e il 21 gennaio all’età di 13 anni, morì.

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