Note dallo Zimbabwe – 20 Marzo 2019- Quindici giorni a All Souls.

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Per la prima volta ad All Souls in vacanza a godere dello splendido tempo e delle splendide persone. Certo è stato strano non aver lavorato.

Il Luisa Guidotti Hospital. L’ospedale è quello di sempre, donne che partoriscono, bambine/i che vengono controllati mensilmente (peso, altezza, stato nutrizionale, vaccini), adulte/i e bambine/i ricoverati, persone che, giornalmente, settimanalmente, mensilmente giungono per la terapia della tubercolosi o per la terapia dell’infezione da HIV, persone che vengono per controllo e per effettuare esami di laboratorio, diagnosi di malaria, di tubercolosi, HIV (sempre meno per fortuna) e altro. Tutto sembra uguale ma così non è. Non solo perchè sono quasi scomparsi i casi di AIDS, non solo perchè sono diminuiti i nuovi casi di malaria, tubercolosi e HIV, non solo perchè sono diminuiti i casi di mortalità da parto, non solo perchè non nascono più bambini com l’infezione da HIV ma anche perchè l’ospedale è sempre in continuo miglioramento: la nuova sala operatoria, la nuova sala parto e sempre più pannelli solari e un nuovo inceneritore che non sfrutta il fuoco ma l’acqua calda e il vapore per cui non produce emanazioni tossiche inquinanti.

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Gli amici. Gli amici stanno tutti bene. E’ sempre un piacere reincontrarli e questa volta ho avuto molto più tempo per stare e parlare con loro.

E poi i bambini del “Mariele” che adesso hanno più di diciotto anni. John quest’anno finirà il liceo, Sundie sta lavorando, Shishomiso e Ashley stanno studiando “catering”, Ashston sta studiando “accounting”, Desmond e Patricia sono al quarto anno delle superiori…..!

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La vita nel villaggio. Terribile, quest’anno non ha piovuto, ha piovuto pochissimo; non solo, continua a fare caldo con il risultato che i campi hanno bisogno di più acqua, acqua che non c’è. Se da oggi alla fine di Aprile non pioverà, quanto seminato sarà secco e la produzione sarà ridotta al minimo. Non solo il raccolto, pomodoro, cipolle, arachidi, semi di girasole e mais, non sarà sufficiente per essere venduto, ma non sarà nemmeno suficiente per il fabbisogno della famiglia. Si dovranno comprare.

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La situazione economica. E’ la peggiore crisi economica del decennio.

Agosto 2018, Emmerson Mnangagwa, a seguito del golpe militare che nel novembre 2017 aveva desautorato Robert Mugabe, viene eletto presidente della Repubblica. Mnangagwa, però resta sempre  una figura di primissimo piano dello ZANU-PF (Zimbabwe African National Union – Patriotic Front), il partito di governo.

Mnagagwa è stato eletto con il 50,8% dei voti contro il 44,3 del suo avversario Nelson Chamisa, leader dell’MDC (Movement for Democratic Change). Con o senza brogli la sua è stata una vittoria di misura.

Come previsto, con Mnangagwa, che era stato ministro per la Sicurezza nazionale e vice-presidente di Mugabe, la corruzione e l’inefficienza continuano.

I prezzi dei generi di prima necessità e dei servizi aumentano fino al 300/400% e la merce comincia a mancare, gli investitori lasciano il paese e le banconote scompaiono. La Reserve Bank dal 2009 non stampa più il dollaro zimbabwiano e le transazioni economiche avvengono principalmente in dollari americani.

Questo fatto ha determinato una grande difficoltà per l’importazione com una conseguente caccia ai dollari americani che al mercato nero sono sopravvalutati del 40% e tendono a salire.

Il governo ha stampato dei dollari fasulli, utili solo allo scambio interno, per cui chi possiede i dollari, i ricchi e gli stranieri ottengono un calo del costo della vita mentre tutti gli altri zimbabwani non riescono a sopravvivere.

Il 12 gennaio, un litro di benzina costa 3,31 dollari, costava 1 dollaro e 35. Il Pil pro capite è 1079 dollari.

Il 24 gennaio i sindacati, i pochi esistenti, hanno indetto uno sciopero: il bilancio è pesante, sedici morti, ottanta feriti e moltissimi gli arresti. Si denunciano irruzioni, fermi, pestaggi, saccheggi, e persino violenze sessuali.

Tutto ciò ha avuto poca eco in buona parte del mondo, Italia compressa, quanto la gente sarà capace di sopportare una vita non vita lo vedremo nei prossimi anni.

Al momento molte persone trascorrono intere notti in auto alla ricerca di benzina a causa della scarsità di carburante, altre si alzano prima dell’alba per aspettare di fronte ai bancomat per prelevare un po’ di soldi. Moltissime si industriano per sopravvivere.

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