Note dall’Angola – 13 Dicembre 2018. Progetto PIPSA: “Protezione Integrata delle Persone Sieropositive in Angola” – Luciano

diapositivo2

Dopo tante difficoltà, fraintendimenti, incomprensioni e mancanze e dopo tanta mediazione, testardaggine, voglia di iniziare una nuova esperienza e soprattutto tentare di migliorare la salute delle persone che vivono con l’infezione da HIV sono iniziate le prime attività del progetto PIPSA: “Protezione Integrata delle Persone Sieropositive in Angola”.

Ma che cosa è il progetto PIPSA?

Il progetto PIPSA è un progetto finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e vede come capofila l’Unione Medici Missionari Italiani (UMMI, ONG Italiana) e come partner principale il CUAMM-Medici con l’Africa (ONG Italiana); altri partner in Angola sono: l’Ospedale Divina Provvidenza, la Ripartizione Municipale di Salute di Kilamba Kiaxi, la Direzione Provinciale di Salute di Luanda, l’Associazione Lotta all’HIV/AIDS e l’Associazione degli Amici delle Persone Sieropositive. L’Opera Divina Providenza di Luanda è la controparte.

diapositivo7

Il progetto è parte della nuova strategia del paese per combattere la diffusione dell’infezione da HIV che prevede l’approccio Test and Treat. Test and treat è anche la parola d’ordine dell’Organizzazione Mondiale della Salute, ed è stato il tema dell’ultimo World AIDS Day (Conosci il tuo stato sierologico per l’HIV).

Il progetto si svolgerà nel Municipio di Kilamba Kiaxi uno dei Municipi più popolari e poveri di Luanda, e precisamente nell’ospedale Divina Provvidenza e in 8 posti di salute (ambulatori territoriale): Santa Teresina, San Marco, Nostra Signora della Pace, San Giovanni Calabria, Santa Caterina, Palanca 2, Kilometro 9 e Wengi Maka.

 

diapositivo14

diapositivo9

diapositivo6

diapositivo12

Gli obiettivi principali del progetto sono: a) proporre il test attivamente a tutta la popolazione, in modo da diagnosticare e trattare le persone che vivono inconsapevolmente con l’infezione da HIV (le persone in trattamento con carica virale azzerata non trasmettono l’infezione da HIV); b) migliorare l’adesione alla terapia e ridurre gli abbandoni della terapia fra le persone in trattamento antiretrovirale; c) formare gli operatori della salute (infermieri, tecnici e medici) sull’approccio globale alle persone che vivono con l’infezione da HIV; d) facilitare l’accesso ai servizi di supporto psico-sociale e di diagnosi e cura dell’infezione da HIV.

diapositivo3

diapositivo16

diapositivo13

diapositivo4

Alla fine del progetto, che ha la durata di tre anni,  ci si aspetta la definizione di buone prassi per ridurre la trasmissione e quindi la prevalenza dell’infezione da HIV, per ridurre lo stigma e l’emarginazione delle persone che vivono con l’infezione da HIV e  per migliorare le capacità delle autorita locali, profit e no profit, di pianificare, coordinare e monitorare i servizi per la lotta all’HIV.

Dal 25 novembre, ogni giorno, nei posti di salute inseriti nel progetto, sono testate circa 130 persone, ogni settimana circa 750, ogni mese saranno circa 3000, ogni anno circa 36000.

diapositivo11

diapositivo8

diapositivo1

 

diapositivo15

 

ummi    logocuamm

logo susy logo lila