Note dallo Zimbabwe – 31 Ottobre 2018. Operazione Cuore per Progetto Susy Costanzo – Diamo vite all’Africa. Flavio*, Cesarina**

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Nel lontano 2013, sollecitato dall’amico Luciano ho scritto poche righe di commento, in parte scherzose, dopo il rientro da una delle nostre numerose missioni cardiologiche all’Ospedale Luisa Guidotti di Mutoko, nell’ambito tutte di “Operazione Cuore”.

Il programma è stato avviato nel lontano 1985 dalla Dott.ssa Marilena Pesaresi insieme al fratello Antonio, cardiologo in Rimini.

Da allora centinaia di bambini sono stati operati in Italia, in particolare a Bologna, dal cui reparto specializzato in cardiopatie infantili ogni anno cardiologi si recano al Guidotti per visitare e selezionare bambini i cui genitori chiedono aiuto ed una speranza. Le famiglie senza disponibilità economiche infatti non hanno alcuna possibilità di curare i propri figli se trovati affetti da una cardiopatia congenita perché non esiste in Zimbabwe una attività cardiochirurgica pediatrica e dovrebbero quindi rivolgersi agli Ospedali all’estero (Sud Africa, India) con costi molto alti.

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Dal 2012 la Regione Emilia-Romagna stanzia un fondo che consente di intervenire su 15-20 minori all’anno. Attualmente anche la Lombardia e la Liguria, pur in modo meno prevedibile ci permettono di curare un buon numero di piccoli pazienti.

Tutti i bambini vengono in Italia accompagnati dalla mamma, viaggiano con medici volontari e sono ospitati, nei periodi pre e post intervento presso famiglie di Rimini con l’aiuto organizzativo della Caritas Diocesana.

Nel breve articolo del 2013 che ho menzionato, accennavo al fatto che si era riusciti a far operare a Khartoum, presso il centro di Emergency, due giovani pazienti che avevano solo la colpa di avere una età superiore ai 18 anni e quindi non rientrare nei programmi di finanziamento a favore dei paesi in via di sviluppo degli enti pubblici in Italia. Quel ragazzo di 19 anni e quella giovane mamma di 30 stanno bene e sono ora in compagnia di altri 25 pazienti, tutti operati in Sudan.

Il Centro “Salam” di Emergency è unico al mondo per offrire gratuitamente l’intervento e tutta l’assistenza ed ospitalità del post-intervento (solitamente almeno 45 gg). Inoltre si occupano della terapia post-intervento fornendo ai pazienti i farmaci di cui necessitano indefinitamente, tramite spedizioni semestrali, dovunque essi vivano, in Africa o Medio Oriente.

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Se principalmente Operazione Cuore si occupa di bambini, non di meno siamo soddisfatti della collaborazione con Emergency anche se spesso grandi sono le difficoltà che incontriamo nel proporre i pazienti, preparare tutta la documentazione ed esami necessari,  inviarli a nostre spese a Khartoum e seguirli dopo l’intervento.

Tutti loro, infatti, hanno avuto bisogno del posizionamento di una protesi meccanica (sostituzione di valvole cardiache) e devono fare terapia anticoagulante a vita.

Purtroppo in Zimbabwe la cultura della terapia con anticoagulanti (Warfarin) si sta sviluppando solo gradualmente e negli ultimi anni e per non rischiare di perdere i nostri pazienti siamo stati costretti a organizzarci per seguirli al meglio e fare i necessari controlli laboratoristici almeno mensilmente. in questo ci hanno aiutato negli anni i medici del progetto “Susy Cosyanzo” prima fra tutte e tutti Chiara, ma anche Alessia, Francesco, Enza, Valentina e Luciano.

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Per dare una idea delle problematiche che si incontrano in quel paese dirò solo che un singolo test che noi riusciamo ad eseguire con 3-4 dollari americani, in un normale laboratorio analisi in Zimbabwe viene a costare non meno di 20. Ovviamente il progetto prevede un coinvolgimento di medici ed infermieri locali con l’obiettivo di trasferire a loro l’attività negli anni a venire.

Il 2018 è stato l’anno della “Missione Cardiochirurgica ad Harare”.

Come dicevo da molti anni, dopo la crisi finanziaria ed umanitaria, nessuna equipe cardiochirurgica è più venuta in Zimbabwe ad operare. Il dott. Massimo Migani ha fortemente voluto questa missione e Mission Bambini, la Fondazione di Milano che ci aiuta per acquistare i bliglietti aerei per i bambini che vengono in Italia e per il Progetto di Follow-up dei pazienti operati,  ci ha messo a disposizione la propria capacità organizzativa ed economica per realizzarla.

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In Giugno una Equipe transnazionale Italia/Spagna composta da cardiochirurgo, cardiologo pediatra, anestesisti ed infermieri di sala operatoria e di terapia intensiva, perfusionista ha dato luogo ad una iniziativa che solo pochi anni fa era inimmaginabile. Sono stati operati otto bambini ma non è il numero che conta, l’importante è stato iniziare la collaborazione con il personale locale nella struttura, l’Ospedale Parirenyatwa in Harare, che dovrà auspicabilmente, anche con il nostro aiuto, nei prossimi anni rendersi autonomo.

Mi piace allegare la foto della affollata sala operatoria di quei giorni, dove italiani ed africani lavorano insieme per salvare vite.

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**Cesarina Marchini, Coordinatrice “Operazione Cuore”; *Flavio Bologna, Cardiologo, Responsabile “Operazione Cuore”.

 
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