Note dall’Angola – 21 Ottobre 2018. I graffiti e i gruppi giovanili a Luanda. Luciano

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I graffiti, ovunque nel mondo, sono diventati quasi esclusivamente un’espressione dei gruppi giovanili delle periferie, e chi ci comanda e la gente comune tendono quasi sempre a squalificarli chiamandoli atti di vandalismo.

A Luanda, come in altre città africane, sono sempre esistite pitture murali, in genere erano disegni pubblicitari o disegni religiosi; negli ultimi tempi anche a Luanda sono comparsi i graffiti.

Se ti incammini per le stade di Luanda, sia del centro città che dei quartieri periferici rimani impressionato dal numero di scritte e figure che tappezzano i muri di cinta, le pareti esterne di case, magazzini ed edifici pubblici.

“La nostra è arte, non chiamatela vandalismo”, è scritto su un muro della città. I graffitari infatti scrivono e disegnano le idee, le emozioni e i sentimenti propri e soprattutto delle persone che rappresentano.

 

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Ma a Luanda si notano delle particolarità, innanzitutto i disegni non vengono firmati con il nome degli autori ma col nome del gruppo che rappresentano e a cui appartengono.

Dai tag è possibile ricavare informazioni che individuano i gruppi di appartenenza.

Tag molto semplici, tracciati rapidamente e rozzamente, senza elementi decorativi individuano gruppi di formazione recente; tag elaborati, di dimensioni maggiori, con vari colori gruppi evoluti già conosciuti.

Si può risalire alla loro appartenenza geografica; nei tag è frequente trovare il luogo in cui il gruppo si riunisce e si è formato: Rua da Baia, Rua dos fofocas, Largo da amizade, Largo dos Mexicanos. Lo stradario di Luanda è limitato alle vie del centro per cui i gruppi  “battezzano” le vie del loro rione.

Altri tag informano sulla natura del gruppo. Llo Staff Yury, la Baleia Squad, la Brigada São João, la Tropa dos Teimosos, Family dos odeados, Tribo dos pikantes. Staff indica gang, brigada indica  gruppo numeroso, tropa (truppa, esercito), di origine brasiliana,  e squad  hanno una connotazione di violenza, family, tribo (tribù) kebrada e bolão sono termini più neutri.

Grande fantasia anche nei termini che accompagnano le immagini, alcuni richiamano la violenza, la prepotenza, la sopraffazione, altri adottano vocaboli dei dialetti angolani, trita-rabo (trita culo), suja-pés (insozza piedi), zangamaka (guasta feste), pisa-cacos (tritura cocci di vetro).

Ci sono gruppi che comunicano la volontà di rispettare gli altri, di convivere pacificamente: amicizia, simpatici, innocenti, appassionati, fenomeni. Ci sono gruppi impegnati: i rivoluzionari, i razionali, i coscientizzati, no al crimine.

Fra gli idoli giovanili rappresentati primeggiano i campioni del basket soprattutto e del calcio, cantanti (rap), e un unico politico, Che Guevara.

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I graffiti si dividono in due categorie: letras e bonecos, cioè disegni composti da lettere, scritte molto elaborate, e “pupazzi”, disegni di persone o animali o oggetti, alla maniera dei fumetti.

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I graffiti sono molto diversi tra di loro non solo per i soggetti rappresentati, ma anche per la qualità del materiale utilizzato e la capacità del pittore. Alcuni disegni colpiscono per l’esattezza delle proporzioni, per l’espressività, il tocco personale dell’autore. Ci sono pitture che resistono per anni, perché il supporto, il muro, è solido, non è intaccato dall’umidità, la pittura di fondo e la vernice del disegno è abbondante e di ottima qualità. Ce ne sono altri che alla prima pioggia cominciano a sbiadirsi. Prima o poi, in ogni caso, una mano di vernice nuova sul muro è destinata a cancellare dalla visione e dalla memoria queste opere.

In ogni caso il graffito è un’arte precaria e fuggevole, è fatta per trasmettere un messaggio visivo del presente e nel presente, deve impressionare il passante distratto e prevenuto, è arte del popolo per il popolo.

Fonte: I graffiti delle periferie di Luanda: giovani, arte di strada e delinquenza, di Marco Prada, Afriche, n° 78, 2008/2.

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I gruppi giovanili. La devianza e la delinquenza giovanile a Luanda sono un fenomeno soprattutto delle periferie degradate. È un fenomeno che si è esteso nella misura in cui si estendeva il degrado delle periferie. Le principali cause di questo fenomeno sono: la guerra civile angolana, durata dal 1975 al 2002; l’alto numero di adolescenti che non hanno mezzi per inserirsi nel sistema scolastico; l’alto tasso di disoccupazione giovanile; l’indice di povertà ancora molto elevato in Angola; la crisi di valori nella società urbana.

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La guerra ha agito in forma distruttiva non solo sull’economia (per mezzo della distruzione delle infrastrutture e della paralisi del sistema industriale e agricolo), ma anche sulla struttura demografica del paese. A causa della guerra circa un terzo della popolazione è stata forzata ad emigrare, stabilendosi nelle aree urbane. Ciò ha provocato l’esplosione demografica nelle città, in particolare Luanda. Di conseguenza si è verificato una crescita disordinata delle periferie; le città si sono ruralizzate e l’economia informale è diventata l’unica forma di sopravvivenza di un numero sempre più grande di famiglie.” 1, 2, 3

Inoltre per  finanziare la guerra il governo ha dovuto ridurre all’osso le spese sociali, educazione e salute. E così l’Angola, un paese ricchissimo di risorse naturali, si è ritrovato nel 2001 al 164° posto (su 175 paesi) nell’Indice di Sviluppo Umano.

Oggi, il 70 % dei giovani da 16 a 25 anni è disoccupato, e più della metà della popolazione attiva di Luanda sopravvive solo per mezzo di un’attività informale. Inoltre, gli indici di povertà sono in costante aumento soprattutto in ambiente urbano, la classe media è quasi scomparsa e il divario tra la classe agiata e le masse immiserite è diventato incolmabile.

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Questo ultimo aspetto è particolarmente pericoloso, perché in una società in cui la mobilità sociale è bloccata e le classi agiate si rinchiudono nei propri privilegi, è più probabile che gli esclusi ricorrano a mezzi illeciti, come la corruzione e il crimine, i valori morali e la solidarietà si deteriorino, e la  fustrazione accumulata esploda con la violenza.

A Luanda sono sempre esistiti gruppi di strada, composti da ragazzi e adolescenti. Il loro fine era soprattutto la socializzazione: ritrovarsi tra coetanei abitanti nella stessa zona per conversare, passare il tempo, organizzare una festa, giocare a calcio.

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In una città in cui non esistono strutture ricreative o sportive per la gioventù, era naturale che fosse la strada il luogo di ritrovo. Questi gruppi non avevano niente a che fare con la devianza giovanile. Ma verso la fine degli anni ‘90 alcuni di questi gruppi nelle periferie di Luanda cominciarono ad assumere una forma sempre più simile alle gangs di giovani delinquenti, caratteristiche delle periferie di altre metropoli del mondo.

Fonti:

  1. I graffiti delle periferie di Luanda: giovani, arte di strada e delinquenza, di Marco Prada, Afriche, n° 78, 2008/2.
  2. Paulo de Carvalho, Os gangues de rua de Luanda: a delinquência como modo de vida, testo dattiloscritto di una conferenza pronunciata a Luanda il 24/8/2005 nelle IX Giornate Scientifiche della FESA, 14 pagine.
  3. Psicólogos alarmados com aumento da delinquência juvenil, aprile 2007.