Note dall’Angola 2018 – 3. 17 Setembro Dia do fundador da Nação e do Herói Nacional: Agostinho Neto. Luciano

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“………Il nostro è un paese in guerra da cinquecento anni, fin da quando arrivarono i portoghesi. Avevano bisogno di schiavi da esportare in Brasile, nei Caraibi o, comunque, di là dall’oceano. Di tutta l’Africa, l’Angola è il paese che ha fornito più schiavi al continente americano. Per questo lo chiamano la madre nera del Nuovo Mondo. Metà dei contadini brasiliani, cubani e dominicani discendono da antenati originari dall’Angola. Una volta questo era un paese popoloso, pieno di luoghi abitati; poi si è svuotato come se ci fosse passata la peste. E lo è tutt’ora: centinaia di chilometri senza un’anima, come nel Sahara. Le guerre per procacciarsi gli schiavi sono durate oltre trecento anni. I nostri capi tribù facevano buoni affari: le tribù più forti attaccavano le più deboli, prendevano i prigionieri e li portavano al mercato. Certe volte vi erano costrette, era uno dei modi per pagare le tasse ai portoghesi………………..Di generazione in generazione le tribù hanno vissuto nell’odio e nella paura reciproca……….. …….tutte cose di cui la gente ha sserbato memoria poichè, nella nostra mentalità, il passato occupa più spazio del futuro……..”. da un intervista al Comandante Ndozi, raccolta nel 1975 da Ryszard Kapuscinski, grande giornalista polacco e riportata nel suo libro Angola edito da Einaudi.

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António Agostinho Neto (Ícolo e Bengo, 17 settembre 1922 – Mosca, 10 settembre 1979) è stato una delle figure più carismatiche del nazionalismo angolano. Poeta, medico e guerrigliero contribuì in maniera determinante alle lotte di liberazione nazionale del popolo angolano che l’11 settembre 1975 ottenne l’indipendenza dopo ben cinque secoli di colonizzazione portoghese.

Primo presidente dell’Angola (dal 1975 al 1979) e leader del movimento nazionalista del suo paese è considerato un eroe nazionale da una grande parte degli angolani.

Nel 1948 con Viriato da Cruz e Mari de Andrade, due poeti angolani, fonda il movimento culturale Vamos descobrir Angola. La nascita del movimento/dei movimenti di liberazione dell’Angola parte da qui.

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Nel 1953 concorre alla nascita, in clandestinità, della prima organizzazione per la liberazione dell’Angola: il PLUA (Partido para a Luta Unida dos Africanos de Angola)

Negli anni successivi fu accusato di attività anti-portoghese e per questo incarcerato nel 1952 e nel 1955.

Nel 1956 è alla testa nasce dell’MPLA (Movimento Popular para a Libertação de Angola); il movimento nasce a Luanda dall’unione del PLUA con altri gruppi più piccoli di liberazione del paese.

E’ stato in carcere prima a Capo Verde e poi a Lisbona, ma  riuscì a scappare in Marocco nel luglio 1962, mettendosi a capo della resistenza dall’esilio.

Nel 1975 dopo anni di lotta per la liberazione diventa primo Presidente della appena nata Repubblica popolare dell’Angola.

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Nel maggio del 1977 scampò a un attentato. Morì a Mosca, dove si era recato per curare un cancro al pancreas.

La sua poetica iniziata nel 1945 si è diffusa in Italia e nel mondo. La sua è stata una poetica diretta, dura e di lotta contro il potere coloniale. Ha inoltre espresso le sue concezioni marxiste in alcuni saggi, i più importanti Sobre a literatura del 1978 e Discurso sobre a cultura nacional (postumo) del 1980.

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Dal 1500 le popolazioni europee incominciarono ad interessarsi alle ricchezze delle due Americhe rendendosi presto conto che lo sfruttamento delle piantagioni e delle miniere richiedeva moltissima mano d’opera. Ciò determinò l’inizio dei commercio di schiavi provenienti dall’Africa.

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I Portoghesi e gli Spagnoli furono i primi a praticare questa attività; in seguito il monopolio del commercio venne ceduto a compagnie portoghesi ed olandesi che riuscirono a vendere fino a 4.000 individui l’anno ai coloni spagnoli.

L’Angola, oltre ad essere sfruttata per i giacimenti di diamanti, durante il periodo della dominazione nazione coloniale portoghese divenne il principale mercato per la tratta degli schiavi.

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La lotta armata per la liberazione dell’Angola dai portoghese ha avuto inizio nel 1961; è guerra anche fra i tre movimenti di liberazione esistenti nel paese: l’MPLA (Movimento Popular para a Libertação de Angola) , l’FNLA (Fronte Nacional de Libertação de Angola) formatosi nel 1962 e l’UNITA (União Nacional para a Independência Total de Angola) formatosi nel 1966.

L’FLNA aveva come scopo la rinascita del Regno dei Bakongo e l’incorporazione delle rimanenti terre dell’Angola, era finanziato, tramite la Chiesa Battista dall’American Committee on Africa; l’UNITA’ aveva come scopo di staccare l’Angola dal Portogallo e di creare  uno stato di coloni bianchi (a somiglianza di quanto fatto da Ian Smith in Rhodesia), era finanziato dai coloni portoghesi e dal banchiere milionario Antonio Espirito Santo e dal governo Sudafricano. L’MPLA è stato sostenuto dal governo Russo e dal Governo Cubano.

Alla fine del 1975 l’ MPLA prevalse sugli altri due movimenti. L’Angola è stata, dopo un periodo di guerriglia durato 14 anni, l’ultima colonia portoghese ad ottenere l’indipendenza. Come primo presidente della Repubblica Popolare dell’Angola viene eletto Agostinho Neto.

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La proclamazione d’indipendenza fu subito seguita da una sanguinosa guerra civile tra i tre principali movimenti di liberazione.

Dal 1996 al 2000 la guerra continua. E’ uno dei più lunghi conflitti armati dei nostri tempi.

Nel 1993 l’Angola veniva ufficialmente riconosciuta dall’ONU; l’anno seguente il governo di Luanda e i portavoce dell’UNITA sottoscrivevano un nuovo accordo che poneva le basi per una risoluzione pacifica dei conflitto che durava nel Paese da oltre un ventennio.

 

LA TRATTA DEGLI SCHIAVI

Noi dell’Africa immensa di Agostinho Neto

Noi

dell’Africa immensa

al di là del tradimento degli uomini

attraverso foreste maestose invincibili

attraverso il fluire della vita

ansiosa veemente copiosa nei fiumi ruggenti

per il suono armonioso di marimbe in sordina

per gli sguardi gioventù delle folle

folle di braccia di ansia di speranza

 

dell’Africa immensa

sotto l’artiglio

sanguinanti di dolore e speranza di amarezza e di forza

sanguinando sulla terra sventrata dal sangue delle zappe

sanguinando nel sudore del lavoro forzato del cotone

sanguinando fame ignoranza disperazione morte

nelle ferite sul dorso nero del bambino della madre

sanguinanti e germoglianti

 

dell’Africa immensa

nera

e chiara come mattine di amicizia

vogliosa e forte come i passi della libertà

 

Le nostre grida

sono tamburi araldi di desiderio

nelle voci babeliche armonia di nazioni

le nostre grida sono inni d’amore per i cuori

fecondanti la terra come il sol le sementi

grida d’Africa

grida di mattine in cui nei mari crescono morti

incatenati

sanguinanti e germoglianti

 

Ecco le nostre mani

…aperte alla fratellanza del mondo

per il futuro del mondo

unite nella certezza

per il diritto per la concordia per la pace

 

Sulle nostre dita crescono rose

con i profumi dell’indomabile Zaire

con la grandiosità dei tronchi del Maiombe

 

Negli animi

il camminar dell’amicizia per l’Africa

per il mondo

i nostri occhi sangue e vita

rivolti alle mani indicanti amore in tutto il mondo

mani in futuro-sorriso ispiratrici di fede nella vitalità

dell’Africa terra Africa umana

dell’Africa immensa

germoglianti sotto il sole della speranza

stringenti vincoli fraterni nella libertà di amare

dell’ansia di concordanza

 

Sanguinanti e germoglianti

 

Per il futuro ecco i nostri occhi

per la Pace ecco le nostre voci

per la Pace ecco le nostre mani

dell’Africa unita nell’amore.

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